Una Esposizione di Libri & Riviste

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

....E sia permesso all'autore di ricordare in fine di questa prefazione che l'opera che qui si presenta vuole comparire a lui come la conchiusione di un periodo della sua vita, non sempre facile, nel quale egli potè a sua volta dimenticare il vivere per il filosofare, e venire in lontananza e distacco dal mondo, per amore del vero. Nella grigia nebbia dell'inverno germanico che mi circonda sembra balenare il fantasma degli inverni passati su queste carte, e tremare quasi, con la nostalgia dei liberi campi solatii, la speranza e l'angoscia di una vita umana più alta e più degna.>>

Marburg a.d.Lahn, dicembre 1934.

[Franco Lombardi, Opere I-II - Il Mondo degli uomini II - Il mondo morale -Seconda Edizione, Febbraio 1967 a pagina 243 : Prefazione alla prima edizione]

" Io dovevo apprendere, se anche in un senso diverso, la verità amara di quella proposizione di Kierkegaard : - Nove mesi nel ventre di mia madre bastarono a fare di me un vecchio, e, dopo di allora, non mi sono ancora ringiovanito abbastanza - ..." [Franco Lombardi, Opere XIII, Ricostruzione Filosofica, Casa Editrice Arethusa, Pasqua 1956. A pagina 19]

"....come già al tempo di Copernico, .... possa elevare il grido che nella espressione dei tempi alzava, .... in prigione, il filosofo e vate della Città del Sole :

"Può nova progenie il canto novello fare"

[Franco Lombardi, Opere XIII, Ricostruzione Filosofica, Casa Editrice Arethusa, Pasqua 1956. A pagina 45]

 

....Avviene in questo caso nel cammino dell'uomo ciò che riteniamo avvenga nell'ordine dei concetti. Giacchè, come l'uomo, così anche il pensatore e la sua propria filosofia, possono, a un certo punto, vestire o rivestire gli abiti civili, e tornare a farsi cittadini del mondo. Ma questo non saprebbe avvenire se ciascuno (e ciascuno più o meno, secondo l'esigenza del suo animo) non si fosse conquistata quell'impalpabile cosa che è l'intima sicurezza del nostro dire, la nostra fiducia nel mondo, la luce intima della verità, che ci dà pure il coraggio di guardare in faccia le cose. In questo carattere della vita, che è anche quello degli spiriti derelitti e solinghi del mondo, si rivela la sacralità della filosofia. Noi possiamo imprecare a essa, tenerci per dannati e invocare indarno le obliate notti e la prisca virtù del corpo, logorata negli anni della giovinezza. ma che cosa potrebbe ripagare la sottile tremula ilarità dell'animo, che ci brilla nello sguardo, allora che dalla macerazione degli anni si accende la piccola silenziosa verità, nella quale il nostro animo si aggrandisce, e lo spirito sembra innalzarsi nell'eternità, e ricevere in sè l'ampiezza dei secoli ?....

<<....Che lo spirito di un giovane, che non ha ancora messo piede nella vita, ma perciò anche non ha ripartito con saggia cautela il suo interesse e i suoi interessi sulle varie banche del mondo, riponga tutto il peso del suo pensare e direi del suo avere nella cosa della verità, può ritenere più di un inconveniente, e presenta più di un pericolo; ma ciò dà anche il dono incomparabile, tutto ciò che a un certo punto si chiede alla vita, di potersi affidare nella verità con un abbandono e una certezza primigenia, che è una certezza di verità, in quanto è e vuole essere in primo luogo una certezza morale....

1a Edizione
Montesilvano, Pescara -
Ultimo Aggiornamento, Febbraio 2001 by Romolo Cappola

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